
«Gli italiani del Sudtirolo invece di „marinare la scuola” dicono „fare blaum”. In Trentino si faceva blaum (e nel bellunese „blao”) già negli anni Dieci; a Bolzano si usa, anche per iscritto, a partire dagli anni Trenta. Nel tedesco popolare „Blau machen” significa „fare vacanza”, o anche „ubriacarsi”. Secoli fa, in Germania, per tingere una stoffa di blu si ricorreva all’indaco di origine vegetale, disciolto nell’urina. Le stoffe venivano immerse nella mistura fra grandi trincate di birra (che notoriamente aumenta la produzione di urina) e ciò rendeva l’attività gradita agli operai; poi, sempre fra feste e bevute, venivano stese al sole, cosa che dava la colorazione definitiva. Non era un gran lavoro: si beveva birra e ci si godeva il sole. Insomma, „Blau machen” era una vacanza, rispetto almeno ad altri lavori. Scomparso „machen”, è rimasto „Blaum”. La versione esatta è „blaum” ma gli studenti di oggi, in genere, pronunciano „blaun” (con la „n” e non con la „m”) e scrivono „blown”, convinti che sia inglese. La pronuncia tedesca per „blaumachen” considerata in südtirolerisch diviene „blaumohn”, risultando ad un orecchio non abituato esattamente „blaum” o „blaun” che dir si voglia. Ecco quindi il nostro „fare blaun”, una forma più moderna - ma sempre meno del „blown” contemporaneo. È una variante sbagliata, o almeno è un'alterazione nata recentemente. Si sente e si usa molto da una decina di anni, tanto che molti sudtirolesi prediligono questa locuzione a quella tradizionale (e corretta) „blaum”.»
Forum dell'„Accademia della Crusca”, rielaborazione di Valentino Liberto, 15.12.2006
«[…] Wie kann eine ökologisch verträgliche Zivilisation wünschbar erscheinen? "Lentius, profundius, suavius", statt "citius, altius, fortius". […] Bisher kann man das olympische Motto des "citius, altius, fortius" (schneller, höher, stärker) als die bestgelungene Kurzformel für den Inbegriff unserer Zivilisation ansehen: der Wettkampf ist nicht mehr die sportliche Ausnahme und Veredelung des Alltags, sondern der Daseinsgrund schlechthin. Wenn sich nicht die Überzeugung von der sozialen Wünschbarkeit des Gegenteils - "lentius, profundius, suavius" könnte man es formulieren: "langsamer, tiefer, freundlicher" - durchsetzt und als neues Wohlstandskonzept um sich greift, wird keine Einzelmaßnahme vor dem Mißachtung, Unterlaufen oder Austricksen sicher sein. […]» siehe
«[…] Come può risultare desiderabile una civiltà ecologicamente sostenibile? "Lentius, profundius, suavius", al posto di "citius, altius, fortius". […] Sinora si è agiti all'insegna del motto olimpico citius, altius, fortius (più veloce, più alto, più forte), che meglio di ogni altra sintesi rappresenta la quintessenza dello spirito della nostra civiltà, dove l'agonismo e la competizione non sono la nobilitazione sportiva di occasioni di festa, bensì la norma quotidiana ed onnipresente. Se non si radica una concezione alternativa, che potremmo forse sintetizzare, al contrario, in lentius, profundius, suavius (più lento, più profondo, più dolce), e se non si cerca in quella prospettiva il nuovo benessere, nessun singolo provvedimento, per quanto razionale, sarà al riparo dall'essere ostinatamente osteggiato, eluso o semplicemente disatteso. […]» vedi
Alexander Langer, „Toblacher Gespräche”/„Colloqui di Dobbiaco”, 01.08.1994
«[…] Ridurre lo spazio della propria madrelingua per far spazio alla madrelingua degli altri. Retrocedere la prima lingua a terza. Mettere in secondo piano la propria particolarità in nome dell’ideale plurilingue. Alleggerire il carattere linguistico dal peso di cui viene investito, per curarsi anche degli altri caratteri che compongono l’identità. […]»
Loiny su „Brennerbasisdemokratie”, 15.12.2006
Il 16.12.2007 segnò l'abbandono definitivo, da parte mia e di Gabriele Di Luca, della piattaforma "madre" brennerbasisdemokratie.eu, dove eravamo attivi da un anno rispettivamente con le rubriche "Blaun" e "SegnaVia”. Quanto da me pubblicato nella vecchia sede, venne trasferito sul dominio blaun.wordpress.com, che a sua volta raccolse l'eredità di "Vajolet”. Gabriele (Étranger) lasciò la propria Rubrik e fondò un blog personale che ne riprese il nome: SegnaVia. L'avvio della "terza era" di [bbd] pose fine al progetto del "blog collettivo", di cui Simon Constantini (pérvasion) curava la gestione. Nacque così il Brennerbasisdemokratie-Netzwerk, nuovo esperimento nella blogosfera sudtirolese. La rete [bbd]-Netzwerk (& friends) si basa sul cosiddetto "Manifesto", voluto e ideato dai fautori della Plattform für mehr Selbstbestimmung, piattaforma di discussione per un'autodeterminazione condivisa dell'Alto Adige/Südtirol. Vi hanno aderito "SegnaVia" di Étranger, "Brennerbasisdemokratie." di pérvasion, "Blaun" di Valentin[o] e infine "Sammelsurium" di Susanne, mentre sono associati "Bilinguismo a Bolzano" di Enrico Hell, "Spaghetti mit Knödel” di Frank Neulichedl e "South Tyrol" di Lorenz Puff. La condivisione di idee ed esperienze sull'altro Sudtirolo — plurilingue, indipendente e postetnico — è rivolta a tutti coloro i quali siano desiderosi di approfondire le peculiarità culturali, sociali, politiche e linguistiche della nostra regione.
Laboratorio Manifest[o] Werkstatt . Qui trovate il manifesto della Brennerbasisdemokratie, con i principi fondamentali nei quali si ispirava e riconosceva la »Piattaforma per l’autodeterminazione« e sul quale ora si fonda l'omonima rete (Netzwerk) Hier steht das Manifest, mit sämtlichen Grundprinzipien, denen sich das »Brennerbasisdemokratie-Netzwerk« verpflichtet fühlt. Inviate al seguente indirizzo le Vs. critiche, proposte di completamento o di modifica: manifest@brennerbasisdemokratie.eu Anregungen, Kritik, Vervollständigungs- und Änderungsvorschläge jederzeit gerne an: manifest@brennerbasisdemokratie.eu.


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