Fascismo. Dell'Utri: Leggi razziali? Il Duce fu blando4 maggio 2009
Roma, 4 mag. - Per il senatore del Pdl, Marcello dell'Utri, i repubblichini "erano al 100 % partigiani di destra" [Certo, peccato che l'oppressore dal quale l'Italia doveva essere liberata erano proprio loro]. Nel corso di un'intervista per Klauscondicio, sostiene che "non è che fossero delle persone da cancellare dalla storia, perchè hanno avuto la loro parte e credevano in alcuni valori"[Esatto in alcuni valori che l'evoluzione sociale dell'ultimo secolo ha condannato come Totalitarismo]. Certo, aggiunge, "i repubblichini sbagliavano sicuramente, perchè la Repubblica di Salò non è certo stata una gran bella cosa [Eh già brutti e cattivi...], però sono esseri umani che hanno lottato al pari degli altri per una loro idealità ".[Certo anche Cortez ed i Conquistadores...]
Detto questo, il senatore si sofferma su diversi aspetti del ventennio fascista e soprattutto sulla figura di Mussolini che, afferma, "ha perso la guerra perchè era troppo buono"[No! Perchè avevamo i carri armati di carton-gesso]. 'Assoluzione' nei confronti del Duce anche per quello che riguarda le leggi razziali: "Nei suoi diari - dice Dell'Utri - Mussolini scrive che le leggi razziali devono essere blande [Bravo, proprio un comportamento da brav'uomo compassionevole. E' come dire "Visto che mi stanno simpatici li ammazzo dolcemente e ne faccio deportare, dal mio amichetto baffuto, solo uno su quattro."] Tra gli ebrei, il duce, spiega di avere i suoi più cari amici e si chiede perchè seguire Hitler con le sue idee sulle razze ariane, razze pure che non esistono".[Da questo paragrafo si deduce che Dell'Utri avrebbe avuto un comportamento più duro di quello del duce con le leggi razziali e nella gestione della politica bellica italiana]
Poi, puntualizza: "Non ho paura di diventare impopolare con queste rivelazioni, perseguo solo la ricerca della verità "[Bella questa, pure gli inquirenti...]. Inoltre, afferma Dell'Utri, Mussolini "non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin"[E' vero, Stalin era pure pazzo come un cavallo]. Poi spiega che leggendo "i diari, giorno per giorno, per 5 anni dal '35 al '39, posso assicurare che trovo Mussolini un uomo straordinario e di grande cultura. Un grande scrittore, alla Montanelli"[Certo, è come paragonare Mengele a Rita Levi Montalcini].
Inoltre, se il fascismo "diventò un orrendo regime, non è colpa di Mussolini"[... ma dell'ippopotamo rosa che gli parlava nel sonno], bensì dei "suoi uomini che lo hanno falsato costruendosene uno a proprio modo, basato sul ricatto e sulla violenza". Quello di Mussolini era un "fascismo di natura socialista". Proprio la lettura dei diari del Duce fa dire a Dell'Utri che da lì "viene fuori una figura diversa da quella che ci è stata propinata dagli storici dei vincitori, non era un buffone, non era un ignorante e tantomeno un sanguinario. Era un uomo buono. [come Padre Pio...]
Mussolini era solo una brava persona che ha fatto degli errori" [Chiamarli errori è quantomeno riduttivo] e per questo "è già stato condannato [giustamente] dalla storia". Infine, Mussolini e le donne: "A palazzo Venezia, con le donne il duce usava la tecnica musica e magia". Che Dell'Utri spiega così: "Negli anni, dal '35 al '39 Mussolini non aveva amanti, ma solo fugaci incontri e faceva quello che oggi si riassume in: musica (tromba) e magia (sparisci)". [Ah ne conosco un'altro che usa quella tecnica... bravo ecco perchè candidate le veline...]